Castello Odescalchi

CASTELLO ODESCALCHI
Il Castello Palo Odescalchi è una tipica fortificazione medievale che intorno al 1100 è stata uno dei luoghi principali di difesa del territorio laziale dalle incursioni nemiche, grazie alle sue torri di guardia poste in posizione favorevole sul mare, circondato dal verde della macchia mediterranea e da una fitta scogliera che la cinge, rendendola particolarmente scenografica.
Intorno al Castello Palo Odescalchi sorse il borgo di Palo dal quale venivano i primi abitanti di Ladispoli.
Durante il suo primo periodo il castello ebbe molti proprietari tra cui: Francesco Orsini, Papa Alessandro VI (Borgia), Felice Della Rovere Orsini, I Papi Paolo III e Sisto V, i Cardinali Flavio Orsini e Virginio Orsini.
Nel 1693 Flavio e Lelio Orsini vendettero la proprietà a Livio Odescalchi i cui discendenti tuttavia vendettero il castello: dapprima fu comprato dal Duca Grillo di Genova e poi dal Marchese Carlo Loffredo di Trevico.
Successivamente nel 1780 il castello fu ricomprato dalla famiglia Odescalchi, gli attuali proprietari.
Negli anni subito successivi alla proclamazione della Repubblica Romana, si assiste al declino dello Stato Pontificio e alla fine del potere temporale dei Papi, segnato, nel 1870, dalla Presa di Roma.
Le fortificazioni costiere, tra cui quella di Palo, che per tanti secoli avevano svolto, pur fra molte difficoltà, il loro dovere di vigilanza a servizio del Pontefice, persero tale funzione.
In una descrizione del 1880, si riporta del Castello di Palo:
“Come dal primo ingresso, così dal resto dell’edificio, potete riconoscere ogni membro sviato dall’architettura militare alla civile: gli alloggiamenti ridotti a sale, I quartieri a cucine, le batterie a gabinetti; e sulla piazza alta del ballatoio, non più intorno alle armi e ai pezzi le sentinelle, ma gli ospiti avventurosi intorno alle seggiole e ai trespoli, quando spira più dolce la brezza marina”.
Possessore del Castello è in questo periodo Ladislao I, figlio di Livio III, sotto il quale il Castello, con il rifacimento delle finestre del fronte settentrionale, assunse l’aspetto attuale.
Oggi il Castello Palo Odescalchi continua ad essere abitato dalla famiglia Odescalchi che, di tanto in tanto, lo affittano per matrimoni ed eventi da fiaba.
La spiaggia di Palo
Percorrendo la spiaggia che collega Palo con LADISPOLI, possiamo incontrare diverse strutture romane non meglio identificabili, ed alcune interessanti presenze etrusche.
Ormai erosa dal mare, infatti, la duna costiera presenta dei fori nei quali, probabilmente alloggiavano dei pali di LEGNO (ormai scomparsi), dei solchi che lasciano pensare a trincee relative a terreni agricoli e, se si presta attenzione alla stratigrafia naturale della duna, si possono facilmente distinguere frammenti di bucchero e di terrecotte etrusche e romane.
La Villa Romana di Marina di Palo…
Continuando verso l’abitato moderno giungiamo, dopo aver superato un bunker della IIª Guerra Mondiale, sulla spiaggia di Marina di Palo dove si possono ammirare I resti di un monumento funebre (molto probabilmente appartenuto alla famiglia degli Erenni), di edifici forse relativi ad una grande piscina e, poco più distante, gli ambienti di una splendida villa romana. (villa romana di Marina di Palo) I suoi resti furono già notati dall’archeologo Luigi Tocco nel 1867.
Gli ambienti superstiti di questa grande villa marittima si snodano lungo tutta la zona litoranea che va dal bosco di Palo al fosso sanguinara.
Oltre alle strutture relative ad una zona termale e residenziale, presenti in Piazza della Rugiada, e alla già citata vasca ovale sul lungo mare, si possono ancora distinguere una grande cisterna a due navate (in via Albatros), alcune vasche ed altre strutture in muratura oggi sommerse dal mare.
Proprio nel centro di Ladispoli, tra via Nervi e via Rapallo, accanto alla scuola elementare “Don Giovanni Bosco” si possono incontrare altre testimonianze archeologiche dell’epoca imperiale romana.
…E Quella della Grottaccia
Conosciuta con il nome di “Grottaccia” (per la presenza di un criptoportico dalla volta a botte, utilizzato, durante la guerra, come abitazione) è probabilmente una grande villa rustica della quale sono state rilevate solo alcune strutture; oltre alla scala di accesso al criptoportico, sono infatti riconoscibili alcuni ambienti relativi alla parte produttiva: un frantoio (dal quale forse proveniva la macina poggiata poco distante) ed un doliarium (dove venivano conservati I grandi dolia contenenti derrate alimentari).







